NUOVO CONTO ENERGIA
(Obiettivi dell’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici )
1. I limiti di incentivazione dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici sono determinati sulla base del costo annuo indicativo degli incentivi con riferimento a ciascun periodo e per la seguente tipologia di impianti:
a) impianti fotovoltaici, di cui al Titolo II, a loro volta distinti in piccoli impianti e grandi impianti;
b) impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative, di cui al Titolo III;
c) impianti a concentrazione, di cui al Titolo IV.
2. Limitatamente al periodo 1° giugno 2011 - 31 dicembre 2011 e a tutto l’anno 2012 i grandi impianti di cui alla lettera a) del comma 1 sono ammessi al regime di sostegno nei limiti di costo annuo individuati dalla tabella 1.1. Nella medesima tabella sono riportati anche i relativi obiettivi indicativi di potenza.
01/06/2011 1l 31/12/2011
Primo Semestre 2012
Secondo semestre 2012
Totale
Livelli di Costo
300 ML di euro
150 ML di euro
130 ML di euro
580 ML di euro
Obiettivi indicativi di Potenza
1.200 MW
770 MW
720 MW
2.690 MW
Tabella 1.1
3. Limitatamente al periodo 1° giugno 2011 - 31 dicembre 2011 e a tutto l’anno 2012 i piccoli impianti di cui alla lettera a) del comma 1 sono ammessi all’incentivo senza limiti di costo annuo, fatte salve le riduzioni tariffarie programmate stabilite dall’allegato 5.
4. Per gli anni dal 2013 al 2016, per gli impianti di cui alla lettera a) del comma 1 il superamento dei costi indicativi definiti dalla tabella 1.2 non limita l’accesso alle tariffe incentivanti, ma determina una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo, sulla base di quanto stabilito dall’allegato 5. Nella tabella 1.2 sono individuati altresì i relativi obiettivi indicativi di potenza. Tali valori possono essere aggiornati sulla base di quanto stabilito dall’articolo 8, comma 5.
Costo: Mil. euro
Obiettivi: Mw
1° sem. 2013
2° sem. 2013
1° sem. 2014
2° sem. 2014
1° sem. 2015
2° sem. 2015
1° sem. 2016
2° sem. 2016
Totale
Costo Indicativo
240
240
200
200
155
155
86
86
1361
Obiettivi indicativi di Potenza
1.115
1.225
1.130
1.300
1.140
1.340
1.040
1.480
9.770
Tabella 1.2
5. Limitatamente al periodo 1° giugno 2011 - 31 dicembre 2011 e a tutto l’anno 2012 agli impianti di cui alle lettere b) e c) del comma 1 si applicano le riduzioni tariffarie programmate stabilite dall’allegato 5.
6. Per gli anni dal 2013 al 2016, per gli impianti di cui alla lettere b) e c) del comma 1 il superamento dei costi indicativi definiti dalla tabella 1.3 non limita l’accesso alle tariffe incentivanti, ma determina una riduzione aggiuntiva delle stesse per il periodo successivo, sulla base di quanto stabilito dall’allegato 5.
Costo: Mil. euro
Obiettivi: Mw
Tipologia di impianto
1° sem. 2013
2° sem. 2013
1° sem. 2014
2° sem. 2014
Livelli di costo indicativo
Titolo III
22
30
37
44
Titolo IV
19
26
32
38
Obiettivi Indicativi di Potenza
Titolo III
50
70
90
110
Titolo IV
50
70
90
110
martedì 31 maggio 2011
lunedì 4 aprile 2011
Costi del fotovoltaico in bolletta: Pura disinformazione
Lo sapevate che:
Considerando una bolletta media di 425 €/anno si può vedere come 31 € siano destinati alle voci A3, A2 e MCT. Dietro queste sigle si nascondono varie spese che nulla hanno a che vedere con le fonti rinnovabili:
- 5,2 € sono destinati allo smantellamento delle centrali nucleari. Considerato che le 3 centrali italiane sono state “spente” nel lontano 1987, si può facilmente intuire quale sia l’enorme spreco di denaro anno dopo anno per la messa in sicurezza e la gestione (impossibile) del problema scorie;
- 2,8 € vengono regalati alla grandi imprese energivore, come cementifici e acciaierie, per fornire loro energia a basso prezzo. L’Unione Europea ha già multato varie volte il nostro Paese perché questa è una pratica di concorrenza sleale;
- 8,4 € vengono destinati alle cosiddette “assimilabili” ovvero all’energia prodotta bruciando i rifiuti (inceneritori) e gli scarti dei processi di raffinazione del petrolio. In 9 anni sono stati spesi 33 Miliardi di € per sovvenzionare questa energia, altamente inquinante e fonte di gravissime patologie.
- Rimangono quindi meno di 15 € all’anno, pari a 1.25 €/mese, di fondi realmente spesi per le rinnovabili e solo parte di questi fondi vanno al fotovoltaico.
Considerando una bolletta media di 425 €/anno si può vedere come 31 € siano destinati alle voci A3, A2 e MCT. Dietro queste sigle si nascondono varie spese che nulla hanno a che vedere con le fonti rinnovabili:
- 5,2 € sono destinati allo smantellamento delle centrali nucleari. Considerato che le 3 centrali italiane sono state “spente” nel lontano 1987, si può facilmente intuire quale sia l’enorme spreco di denaro anno dopo anno per la messa in sicurezza e la gestione (impossibile) del problema scorie;
- 2,8 € vengono regalati alla grandi imprese energivore, come cementifici e acciaierie, per fornire loro energia a basso prezzo. L’Unione Europea ha già multato varie volte il nostro Paese perché questa è una pratica di concorrenza sleale;
- 8,4 € vengono destinati alle cosiddette “assimilabili” ovvero all’energia prodotta bruciando i rifiuti (inceneritori) e gli scarti dei processi di raffinazione del petrolio. In 9 anni sono stati spesi 33 Miliardi di € per sovvenzionare questa energia, altamente inquinante e fonte di gravissime patologie.
- Rimangono quindi meno di 15 € all’anno, pari a 1.25 €/mese, di fondi realmente spesi per le rinnovabili e solo parte di questi fondi vanno al fotovoltaico.
giovedì 13 gennaio 2011
Ventosità e Terreno. Effetti sull'eolico
Si e' scoperto che il vento a bassa quota può diminuire se aumenta l'attrito fra l'atmosfera e la superficie della Terra. Questa interazione è misurata dalla cosiddetta lunghezza di rugosità, tanto più grande tanto più forte l'attrito tanto più debole il vento. La rugosità della superficie può aumentare per due cause principali che sono gli insediamenti urbani e la crescita di boschi o foreste. La cosa singolare è che quest'ultima, pare, è la causa più probabile soprattutto in Europa. Questo fenomeno si osserva bene in Italia, dove l'abbandono dei terreni agricoli e delle zone interne comporta un aumento notevole delle zone forestate. In Asia questo effetto si sovrappone a un tipico intervento antropico. La ragione è che in queste regioni, in quota sono presenti quantità notevoli aerosol (di origine antropica) che assorbono la radiazione solare e riscaldano l'atmosfera che ha quindi l'effetto di ridurre i venti sia in quota sia superficiali. Le conseguenze della minore ventosità sono una riduzione dell'evaporazione delle acque o nevi esposte ad alta quota. Questo potrebbe migliorare la disponibilità di acqua potabile malgrado il riscaldamento globale.
L'altra conseguenza è che un abbassamento del vento significa minore energia disponibile per le centrali eoliche la cui potenza dipende dal cubo della velocità del vento, cioè una riduzione del 10% nel vento significa una riduzione del 30% nella potenza prodotta. È questo un aspetto meno grave perché le pale delle centrali eoliche sono fra 50 e 100 metri e quindi ad altezze dove la diminuzione è meno sensibile.
L'altra conseguenza è che un abbassamento del vento significa minore energia disponibile per le centrali eoliche la cui potenza dipende dal cubo della velocità del vento, cioè una riduzione del 10% nel vento significa una riduzione del 30% nella potenza prodotta. È questo un aspetto meno grave perché le pale delle centrali eoliche sono fra 50 e 100 metri e quindi ad altezze dove la diminuzione è meno sensibile.
lunedì 6 dicembre 2010
Telecontrollo: Perche' conviene
INTRODUZIONE
La quantità di energia prodotta da un impianto fotovoltaico dipende, oltre che dalla tecnologia utilizzata e dalle caratteristiche del sito di installazione, dalla
efficacia dei processi di gestione finalizzati a tracciarne il funzionamento ottimale ed il ripristino tempestivo in caso di default.
I sistemi di gestione tradizionali (Supervisione e Controllo) a supporto di tali processi presentano una serie di limitazioni sia concettuali che tecniche, originate
soprattutto dalla gestione rudimentale delle Performance Produttive sia per quanto concerne l’attendibilità dei dati rilevati che il confronto con quelli attesi.
In quanto di difficile determinazione, le situazioni di sottoperformance possono permanere inosservate per lunghi periodi provocando significativi impatti
economici. Secondo ricerche condotte da organismi governativi in sede internazionale, impianti gestiti in maniera inadeguata degradano rapidamente dalle
condizioni ottimali (spesso non quelle di prima installazione) causando perdite produttive annue nell’ordine del 8-13% della produzione complessiva. Queste
sono economicamente quantificabili, per un impianto di 1MWp in Italia alle latitudini meridionali, in circa 50-90k€/anno (Conto Energia 2009).
2.1 SUPERVISIONE E CONTROLLO VS CONTROLLO DI PROCESSO
Quasi tutti gli impianti fotovoltaici in campo (almeno quelli operati in logica industriale) sono dotati di Sistemi di Supervisione e Controllo che mirano alla
determinazione dei malfunzionamenti dei dispositivi componenti.
Si tratta infatti di prodotti il cui scopo «by design» non è quello di tracciare il processo produttivo ma di assicurare il funzionamento delle sole componenti
tecnologiche dell’impianto. Questa differenza che può apparire meramente terminologica è invece sostanziale, come sostanziali e ben caratterizzate
merceologicamente sono le differenze tra un Sistema di Supervisione e Controllo ed un Sistema di Controllo di Processo.
Controllare un processo significa valutare in tempo reale e con continuità l’evoluzione del medesimo attraverso la misura delle variabili essenziali ed il confronto
con un modello di riferimento, operando, nel caso di sistemi closed loop, le necessarie correzioni ai fini della ottimizzazione del processo.
In un impianto fotovoltaico il processo da ottimizzare è la produzione di energia elettrica che rappresenta la funzione obiettivo da massimizzare.
2.2 IL PROBLEMA DELLE PERFORMANCE
Il problema delle gestione puntuale delle performance si pone all’attenzione per le precipue caratteristiche del business della vendita di energia incentivata da
rinnovabili. Tale attività ha tempi di ritorno economico lunghi e prevede investimenti iniziali cospicui il cui buon esito dipende esclusivamente dalle capacità di
produrre energia con continuità ed efficienza durante tutta la lunga vita economica dell’impianto. E’ interessante sottolineare ulteriormente come le valutazioni di
ordine economico, nel caso dell’energia, si riverberino direttamente negli ambiti tecnologici della gestione operativa degli impianti. Non esiste infatti, come già
sottolineato, alcun meccanismo di disaccoppiamento tra produzione e vendita tipico della generalità dei mercati.
Volendo quantificare economicamente il problema si può fare riferimento a studi operati sia da agenzie governative (EIA in Europa e NREL e Sandia negli
USA) che da società private. Tali lavori mostrano che gli impianti fotovoltaici oggi in esercizio sottoperformano rispetto ai rendimenti teorici raggiungibili
(ovviamente riferendoci a calcoli unbiased) di percentuali comprese tra il 8% ed il 13%1. Alle latitudini meridionali italiane, con riferimento ad un’un’impianto
fotovoltaico da un 1 MWp, tali perdite corrispondono a mancati ricavi dell’ordine 40/90k€ all’anno.
LA GESTIONE DELLA MANUTENZIONE
Altro discorso non meno rilevante riguarda la mancanza di strumenti software orientati al troubleshooting, alla gestione dell’esercizio e della manutenzione degli
impianti (O&M).
Un impianto fotovoltaico ha teoricamente MTBF (Mean Time Between Failure) relativamente elevati (con riferimento ai pannelli e agli inverter) ma, nella pratica,
sono da considerarsi «failure» ai fini della produzione anche tutte le condizioni di sottoproduzione e le anomalie elettriche minori (i.e. inverter outage, intervento
intempestivo delle protezioni, etc.) che impattano la produzione medesima.
Ne consegue che, come nei sistemi nominalmente considerati a bassa affidabilità, la rilevanza dell’MTTR (Mean Time To Repair), ovvero il tempo medio di
ripristino da una condizione anomala, diviene di grande importanza. Ma la minimizzazione di questo tempo implica la capacità di gestire l’intervento del personale
tecnico reperibile, la disponibilità di sistemi di diagnostica del guasto, la gestione delle parti di scorta, della documentazione tecnica d’impianto, etc.
Settori industriali maturi quali quello delle Telecomunicazioni si sono tradizionalmente misurati con problematiche di alta affidabilità ed hanno sviluppato discipline
di gestione estremamente sofisticate.
In questa prima fase di sviluppo tumultuoso, non tutti gli operatori del settore della produzione di energia da rinnovabili hanno già sviluppato esperienza, capacità
e competenze adeguate all’impegno organizzativo presentato dalla gestione e manutenzione degli impianti per tutta la loro vita utile.
Il problema costituito dall’affidabilità degli operatori è ad oggi correttamente percepito dalla comunità degli investitori, i quali, tuttavia, operando con una logica
comunque estranea a quella industriale, tendono ad affrontare il problema privilegiando strumenti finanziari assicurativi (i.e. performance bond assicurativi) che
non possono certo sussidiare le carenze culturali di un settore produttivo ancora in divenire.
3 LA PROPOSTA
Il sistema, grazie all’acquisizione ed alla correlazione in tempo reale delle misure ambientali con i parametri d’impianto, all’impiego di modelli matematici
sofisticati ed alla elaborazione statistica delle variabili, opera con grande precisione consentendo la individuazione di anomalie minori che se protratte nel tempo
potrebbero impattare la produttività d’impianto. Di seguito alcuni esempi:
la mancata pulizia delle superfici captanti dei pannelli (sabbie sahariane, smog o altre polveri o liquidi nebulizzati specie in ambiente agricolo) impattano sulla
produttività dei sistemi fotovoltaici tipicamente per il 6%-15%. Le politiche di manutenzione preventiva periodica gravano pesantemente sui bilanci e sono di
scarsa efficacia data l’aciclicità dei fenomeni di soiling; EMSS PV consente di attivare tempestivamente interventi di manutenzione mirata tracciandone i tempi di
esecuzione;
l’affidabilità dei pannelli è elevata anche se una scadente progettazione dell’impianto (ombreggiature parziali) può provocare hot-spot che evolvono rapidamente
in anomalie non facilmente rilevabili; EMSS PV consente di evidenziare carenze di progettazione e condizioni permanenti di sottoproduttività;
gli inverter vedono la loro affidabilità (a parte i classici problemi di burn-in) influenzata dalla temperatura interna e dal punto di lavoro nel range ammissibile di
funzionamento; Il sistema consente la rilevazione di cali prestazionali o comunque di parametri elettrici non conformi alle specifiche del fabbricante, consentendo
di intraprendere contromisure tempestive;
il cablaggio ed i relativi quadri elettrici sono interessati dagli effetti atmosferici e sono spesso responsabili di malfunzionamenti anche gravi; Il sistema, grazie alla
correlazione automatica di misure elettriche operate lungo tutta la catena produttiva, consente di rilevare tempestivamente danneggiamenti dei cablaggi, a
conseguente beneficio della produzione e della sicurezza (i.e. misura routinaria della resistenza verso terra degli impianti).
La quantità di energia prodotta da un impianto fotovoltaico dipende, oltre che dalla tecnologia utilizzata e dalle caratteristiche del sito di installazione, dalla
efficacia dei processi di gestione finalizzati a tracciarne il funzionamento ottimale ed il ripristino tempestivo in caso di default.
I sistemi di gestione tradizionali (Supervisione e Controllo) a supporto di tali processi presentano una serie di limitazioni sia concettuali che tecniche, originate
soprattutto dalla gestione rudimentale delle Performance Produttive sia per quanto concerne l’attendibilità dei dati rilevati che il confronto con quelli attesi.
In quanto di difficile determinazione, le situazioni di sottoperformance possono permanere inosservate per lunghi periodi provocando significativi impatti
economici. Secondo ricerche condotte da organismi governativi in sede internazionale, impianti gestiti in maniera inadeguata degradano rapidamente dalle
condizioni ottimali (spesso non quelle di prima installazione) causando perdite produttive annue nell’ordine del 8-13% della produzione complessiva. Queste
sono economicamente quantificabili, per un impianto di 1MWp in Italia alle latitudini meridionali, in circa 50-90k€/anno (Conto Energia 2009).
2.1 SUPERVISIONE E CONTROLLO VS CONTROLLO DI PROCESSO
Quasi tutti gli impianti fotovoltaici in campo (almeno quelli operati in logica industriale) sono dotati di Sistemi di Supervisione e Controllo che mirano alla
determinazione dei malfunzionamenti dei dispositivi componenti.
Si tratta infatti di prodotti il cui scopo «by design» non è quello di tracciare il processo produttivo ma di assicurare il funzionamento delle sole componenti
tecnologiche dell’impianto. Questa differenza che può apparire meramente terminologica è invece sostanziale, come sostanziali e ben caratterizzate
merceologicamente sono le differenze tra un Sistema di Supervisione e Controllo ed un Sistema di Controllo di Processo.
Controllare un processo significa valutare in tempo reale e con continuità l’evoluzione del medesimo attraverso la misura delle variabili essenziali ed il confronto
con un modello di riferimento, operando, nel caso di sistemi closed loop, le necessarie correzioni ai fini della ottimizzazione del processo.
In un impianto fotovoltaico il processo da ottimizzare è la produzione di energia elettrica che rappresenta la funzione obiettivo da massimizzare.
2.2 IL PROBLEMA DELLE PERFORMANCE
Il problema delle gestione puntuale delle performance si pone all’attenzione per le precipue caratteristiche del business della vendita di energia incentivata da
rinnovabili. Tale attività ha tempi di ritorno economico lunghi e prevede investimenti iniziali cospicui il cui buon esito dipende esclusivamente dalle capacità di
produrre energia con continuità ed efficienza durante tutta la lunga vita economica dell’impianto. E’ interessante sottolineare ulteriormente come le valutazioni di
ordine economico, nel caso dell’energia, si riverberino direttamente negli ambiti tecnologici della gestione operativa degli impianti. Non esiste infatti, come già
sottolineato, alcun meccanismo di disaccoppiamento tra produzione e vendita tipico della generalità dei mercati.
Volendo quantificare economicamente il problema si può fare riferimento a studi operati sia da agenzie governative (EIA in Europa e NREL e Sandia negli
USA) che da società private. Tali lavori mostrano che gli impianti fotovoltaici oggi in esercizio sottoperformano rispetto ai rendimenti teorici raggiungibili
(ovviamente riferendoci a calcoli unbiased) di percentuali comprese tra il 8% ed il 13%1. Alle latitudini meridionali italiane, con riferimento ad un’un’impianto
fotovoltaico da un 1 MWp, tali perdite corrispondono a mancati ricavi dell’ordine 40/90k€ all’anno.
LA GESTIONE DELLA MANUTENZIONE
Altro discorso non meno rilevante riguarda la mancanza di strumenti software orientati al troubleshooting, alla gestione dell’esercizio e della manutenzione degli
impianti (O&M).
Un impianto fotovoltaico ha teoricamente MTBF (Mean Time Between Failure) relativamente elevati (con riferimento ai pannelli e agli inverter) ma, nella pratica,
sono da considerarsi «failure» ai fini della produzione anche tutte le condizioni di sottoproduzione e le anomalie elettriche minori (i.e. inverter outage, intervento
intempestivo delle protezioni, etc.) che impattano la produzione medesima.
Ne consegue che, come nei sistemi nominalmente considerati a bassa affidabilità, la rilevanza dell’MTTR (Mean Time To Repair), ovvero il tempo medio di
ripristino da una condizione anomala, diviene di grande importanza. Ma la minimizzazione di questo tempo implica la capacità di gestire l’intervento del personale
tecnico reperibile, la disponibilità di sistemi di diagnostica del guasto, la gestione delle parti di scorta, della documentazione tecnica d’impianto, etc.
Settori industriali maturi quali quello delle Telecomunicazioni si sono tradizionalmente misurati con problematiche di alta affidabilità ed hanno sviluppato discipline
di gestione estremamente sofisticate.
In questa prima fase di sviluppo tumultuoso, non tutti gli operatori del settore della produzione di energia da rinnovabili hanno già sviluppato esperienza, capacità
e competenze adeguate all’impegno organizzativo presentato dalla gestione e manutenzione degli impianti per tutta la loro vita utile.
Il problema costituito dall’affidabilità degli operatori è ad oggi correttamente percepito dalla comunità degli investitori, i quali, tuttavia, operando con una logica
comunque estranea a quella industriale, tendono ad affrontare il problema privilegiando strumenti finanziari assicurativi (i.e. performance bond assicurativi) che
non possono certo sussidiare le carenze culturali di un settore produttivo ancora in divenire.
3 LA PROPOSTA
Il sistema, grazie all’acquisizione ed alla correlazione in tempo reale delle misure ambientali con i parametri d’impianto, all’impiego di modelli matematici
sofisticati ed alla elaborazione statistica delle variabili, opera con grande precisione consentendo la individuazione di anomalie minori che se protratte nel tempo
potrebbero impattare la produttività d’impianto. Di seguito alcuni esempi:
la mancata pulizia delle superfici captanti dei pannelli (sabbie sahariane, smog o altre polveri o liquidi nebulizzati specie in ambiente agricolo) impattano sulla
produttività dei sistemi fotovoltaici tipicamente per il 6%-15%. Le politiche di manutenzione preventiva periodica gravano pesantemente sui bilanci e sono di
scarsa efficacia data l’aciclicità dei fenomeni di soiling; EMSS PV consente di attivare tempestivamente interventi di manutenzione mirata tracciandone i tempi di
esecuzione;
l’affidabilità dei pannelli è elevata anche se una scadente progettazione dell’impianto (ombreggiature parziali) può provocare hot-spot che evolvono rapidamente
in anomalie non facilmente rilevabili; EMSS PV consente di evidenziare carenze di progettazione e condizioni permanenti di sottoproduttività;
gli inverter vedono la loro affidabilità (a parte i classici problemi di burn-in) influenzata dalla temperatura interna e dal punto di lavoro nel range ammissibile di
funzionamento; Il sistema consente la rilevazione di cali prestazionali o comunque di parametri elettrici non conformi alle specifiche del fabbricante, consentendo
di intraprendere contromisure tempestive;
il cablaggio ed i relativi quadri elettrici sono interessati dagli effetti atmosferici e sono spesso responsabili di malfunzionamenti anche gravi; Il sistema, grazie alla
correlazione automatica di misure elettriche operate lungo tutta la catena produttiva, consente di rilevare tempestivamente danneggiamenti dei cablaggi, a
conseguente beneficio della produzione e della sicurezza (i.e. misura routinaria della resistenza verso terra degli impianti).
sabato 18 settembre 2010
Rinnovabili in Basilicata
La giunta regionale lucana ha dato il via libera, agli inizi di settembre, ad un provvedimento di riordino normativo che consente di concedere l’autorizzazione all’istallazione di impianti eolici e fotovoltaici da 1 MW presentando solo la denuncia di inizio attività
La Basilicata accelera lo sviluppo sul territorio dei piccoli impianti eolici e fotovoltaici da 1MW. Sarà sufficiente la Dia, la denuncia di inizio attività, senza fare ricorso alla procedura di compatibilità ambientale, per istallare i mini impianti con potenza nominale sino ad un mega watt elettrico. Il provvedimento è stato deliberato ieri dalla giunta regionale su proposta dell’assessore Agatino Mancusi con deleghe all’Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibilità. Il provvedimento approvato ieri dall’esecutivo regionale non prevede però nuove norme, ma solo il riordino di quelle già esistenti con l’obiettivo di rendere meno complessa la procedura di autorizzazione per gli impianti di piccola taglia.
“La delibera – ha spiegato l’assessore Mancusi – recepisce le indicazioni contenute in un ordine del giorno approvato nel Consiglio Regionale dello scorso 31 luglio nel quale si impegnava la giunta regionale ad emanare direttive per consentire la piena applicazione della legge regionale 1/2010. E’ in via di predisposizione un disegno di legge organico finalizzato ad adeguare la legislazione regionale vigente in materia di Valutazione di Impatto Ambientale alle previsioni della sopraggiunta normativa nazionale”, ha aggiunto poi l’assessore. In questo modo la Regione Basilicata sta cercando di sostenere il mercato dei piccoli impianti che, come ha spiegato sempre Mancusi “rappresentano un modello di economia diffusa, che incide il più delle volte anche su quel settore tanto martoriato come quello agricolo, che vede molto spesso le imprese incapaci di poter trovare redditi sufficienti per andare avanti”.
La Basilicata accelera lo sviluppo sul territorio dei piccoli impianti eolici e fotovoltaici da 1MW. Sarà sufficiente la Dia, la denuncia di inizio attività, senza fare ricorso alla procedura di compatibilità ambientale, per istallare i mini impianti con potenza nominale sino ad un mega watt elettrico. Il provvedimento è stato deliberato ieri dalla giunta regionale su proposta dell’assessore Agatino Mancusi con deleghe all’Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibilità. Il provvedimento approvato ieri dall’esecutivo regionale non prevede però nuove norme, ma solo il riordino di quelle già esistenti con l’obiettivo di rendere meno complessa la procedura di autorizzazione per gli impianti di piccola taglia.
“La delibera – ha spiegato l’assessore Mancusi – recepisce le indicazioni contenute in un ordine del giorno approvato nel Consiglio Regionale dello scorso 31 luglio nel quale si impegnava la giunta regionale ad emanare direttive per consentire la piena applicazione della legge regionale 1/2010. E’ in via di predisposizione un disegno di legge organico finalizzato ad adeguare la legislazione regionale vigente in materia di Valutazione di Impatto Ambientale alle previsioni della sopraggiunta normativa nazionale”, ha aggiunto poi l’assessore. In questo modo la Regione Basilicata sta cercando di sostenere il mercato dei piccoli impianti che, come ha spiegato sempre Mancusi “rappresentano un modello di economia diffusa, che incide il più delle volte anche su quel settore tanto martoriato come quello agricolo, che vede molto spesso le imprese incapaci di poter trovare redditi sufficienti per andare avanti”.
martedì 6 luglio 2010
Anev e il protocollo "Buon Eolico"
Gli imprenditori dell'eolico nazionale, riuniti nell'Associazione nazionale energia del vento(Anev), hanno aderito al protocollo di Legalità siglato dal presidente Emma Marcegaglia di Confindustria e dal ministro degli Interni Roberto Maroni, messo a punto per denunciare ogni comportamento contrario al rispetto della legalità e ad aiutare gli industriali a combattere ogni possibile malcostume. "L'Anev - spiega la stessa associazione aderente a Confindustria Energia - ha deciso di aderire all'iniziativa, che permette ancor più di distinguere gli imprenditori italiani che lavorano e crescono seguendo criteri di rispetto di buone pratiche e della legalità". "Da oggi essere nell'Anev - afferma il segretario generale dell'Associazione Simone Togni - significa avere una ulteriore certificazione" del rispetto delle "migliori procedure per evitare possibili intrusioni da parte della criminalità", in un settore in crescita negli ultimi anni. L'obiettivo dell'associazione, conclude Togni, "é garantire che si faccia eolico nel rispetto della legalità, del paesaggio e del territorio."
venerdì 16 aprile 2010
Autorizzazione Energie Rinnovabili
Il Governo intende stabilizzare e
semplificare i meccanismi di autorizzazione attraverso le
linee guida per l'autorizzazione degli impianti a fonti
rinnovabili. Ci stiamo impegnando per un'approvazione
definitiva". E' questa la risposta di Stefano Saglia,
sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico con
delega all'energia, in merito alla bocciatura da parte della
Consulta di alcune norme regionali relative all'iter di
autorizzazione delle centrali a fonti rinnovabili.
"Infatti, - continua il sottosegretario - il testo delle
linee guida (previste dal d.lgs. 387/03) stabilira' regole
unitarie ed omogenee per tutto il territorio nazionale e
contribuira' alla creazione di un sistema amministrativo
efficiente. Il tutto nell'ottica del raggiungimento della
massima semplificazione, trasparenza e garanzia per i
territori" Secondo Saglia "lo schema del provvedimento
e' oggi finalmente condiviso dalle Amministrazioni statali
competenti e dalle Regioni. Ci auguriamo che si possa
giungere a una rapida approvazione da parte della Conferenza
Unificata".
semplificare i meccanismi di autorizzazione attraverso le
linee guida per l'autorizzazione degli impianti a fonti
rinnovabili. Ci stiamo impegnando per un'approvazione
definitiva". E' questa la risposta di Stefano Saglia,
sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico con
delega all'energia, in merito alla bocciatura da parte della
Consulta di alcune norme regionali relative all'iter di
autorizzazione delle centrali a fonti rinnovabili.
"Infatti, - continua il sottosegretario - il testo delle
linee guida (previste dal d.lgs. 387/03) stabilira' regole
unitarie ed omogenee per tutto il territorio nazionale e
contribuira' alla creazione di un sistema amministrativo
efficiente. Il tutto nell'ottica del raggiungimento della
massima semplificazione, trasparenza e garanzia per i
territori" Secondo Saglia "lo schema del provvedimento
e' oggi finalmente condiviso dalle Amministrazioni statali
competenti e dalle Regioni. Ci auguriamo che si possa
giungere a una rapida approvazione da parte della Conferenza
Unificata".
Iscriviti a:
Post (Atom)